Pelagallo: Necessaria istituzione riserva Marina di Torre Astura

Torre-asturaNei giorni scorsi mi sono recato presso l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio in via del Tintoretto per illustrare la proposta di Istituzione della riserva marina di Torre Astura vista la grande rilevanza ambientale e naturalistica rappresentata da questo tratto di mare del litorale romano. -ha dichiarato a RTV l’ecologista Claudio Pelagallo- I fondali davanti al promontorio di Torre Astura sono popolati tra l’altro dalla Posidonia oceanica, la più grande fanerogama marina del Mediterraneo, divenuta ormai piuttosto rara nei mari della costiera romana a causa dell’inquinamento e dei danni inferti dagli ancoraggi delle imbarcazioni. Sono inoltre frequenti, in gran numero, le specie di pesci sia di fondale, come la murena, il gronco, le triglie e la rana pescatrice, che di acque libere, come la spigola, l’orata, il cefalo, l’occhiata, il sarago. Nelle acque antistanti il poligono militare non è difficile avvistare i delfini oltre ad alcune rare specie di uccelli marini come le sule e molte specie della famiglia dei gabbiani. L’area interessata potrebbe interessare una superficie di circa 400 mila ha. 

L’obiettivo generale di conservazione e gestione del SIC  “Fondali di Torre Astura ” è quello di garantire la conservazione degli habitat e delle specie di fauna e flora di interesse comunitario presenti e della biodiversità in generale, mantenendo o laddove necessario ripristinando gli equilibri biologici in atto, preservando il ruolo ecologico-funzionale complessivo del sito stesso nell’ambito della Rete Natura 2000, ai sensi dell’art. 2 della Direttiva 92/43/CEE. Obiettivo specifico prioritario di conservazione e gestione del sito è quello di garantire il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie  di interesse comunitario presenti, di seguito riportati come ad alta, media o bassa priorità di conservazione.

Per proteggere l’area in questione occorre vietare l’esercizio della pesca con reti da traino, draghe, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia, reti analoghe sulle praterie sottomarine, in particolare sulle praterie di posidonia (Posidonia oceanica) o di altre fanerogame marine, di cui all’art. 4 del regolamento (CE) n. 1967/06; g) è vietato l’esercizio della pesca con reti da traino, draghe, sciabiche da spiaggia, reti analoghe e altri attrezzi non consentiti su habitat delicati“.

20 febb.2005

Lascia un commento