Le polemiche delle scorse settimane tra gli ecologisti e l’Assessore all’Ambiente del Comune Nettuno di Magno accusato dagli ecologisti “di non aver mai speso una parola a favore dell’Istituzione del Parco di Foglino”, hanno ridestato l’attenzione sull’unico grande bosco rimasto a Nettuno. Un paese che si vuol dire turistico dovrebbe valorizzare le proprie bellezze naturali. Ad Anzio la Riserva di Tor Caldara è ormai una realtà conosciuta e migliaia di visitatori che ogni anno la frequentano attestano il valore anche turistico di quest’area. Al contrario, a Nettuno in questo campo poco si è fatto,  turisti e villeggianti, del bosco di Foglino non ne hanno mai sentito parlare, se non in relazione a qualche episodio di cronaca nera. Una cosa è certa il bosco non è valorizzato affatto e prostituzione, rifiuti abbandonati, tagli abusivi degli alberi, il laghetto ripiombato nel degrado dopo una prima sistemazione, sono sotto gli occhi di tutti.

Claudio Pelagallo la ricostruzione delle battaglie per Fogliono area Protetta: “Quella dell’Istituzione della Riserva Naturale del Bosco di Foglino è una storia che prende forma alla fine degli anni ’70. Era infatti il 1979 quando le associazioni ambientaliste di Nettuno avviarono una raccolta di firme per l’istituzione del parco. Mille e 500 firme che vennero consegnate alla Regione a sostegno della proposta di legge istitutiva del parco. Passano gli anni, in Regione governano giunte diverse. Nel 1997, con un Verde Assessore all’Ambiente la proposta di legge per Foglino Parco riprende vigore, la Giunta Regionale approva la legge Regionale 29/97 che, nel suo piano stralcio, individua sul territorio dei nostri comuni quelle aree da destinare a riserve naturali per i loro alto valore ambientale ma anche per sottrarle a mire speculative. Altre mille firme vengono raccolte in due settimane dal Comitato per i Parchi di Anzio e Nettuno a sostegno della Legge Regionale per la tutela e valorizzazione delle aree verdi di Lido dei Gigli ad Anzio e Villa Borghese e Foglino a Nettuno. Perché il bosco venga dichiarato Riserva Naturale manca solo la ratifica del Consiglio Regionale. Ma a quel punto entrano in azione i cacciatori che numerosi premono sulla regione affinché il parco non si realizzi.Una pressione fatta propria dagli esponenti del centro destra in Regione che tentano in tutti i modi di far ritardare l’iter della legge, che alla fine si blocca nella prima commissione. Fine 1999 ultimi mesi del governo guidato da Badaloni passa in aula la Legge che istituisce Villa Borghese, gli ambientalisti di Nettuno festeggiano e sperano “ presto anche Foglino sarà parco”. Ma il partito dei cacciatori è trasversale e trova appoggi diffusi alla Pisana. L’approvazione della legge per l’Istituzione della Riserva di Foglino non verrà mai messo all’ordine del giorno”.

Le Caratteristiche

Il bosco di Foglino rappresenta l’ultimo lembo superstite di quella che è stata una delle selve più vaste ed intricate d’Italia: la selva di Nettuno. Di quella selva, che nell’antichità si estendeva per migliaia di ettari, oggi restano solamente i 500 ettari del bosco di Foglino. Quest’area sorge a un  chilometro dal mare. Flora: Le essenze arboree comprendono soprattutto querce, in particolare cerri, roverelle, farnetti, il carpino bianco e l’orniello. Dove il taglio degli alberi è stato più intenso, si sono create vaste radure occupate da erica arborea,  fillirea, mirto e lentisco tipici dell’area mediterranea. Comunissimi anche gli arbusti, con il sorbo, la ginestra, la rosa canina, cisti e agrifogli. Fauna: Numerosi gli animali presenti nel bosco, tra questi: volpi, ricci, cinghiali, fagiani, cuculi, fringuelli, tuffetti, gallinelle d’acqua, gheppi,  la biscia dal collare, tritoni. Foglino ospita anche una folta popolazione di testuggini d’acqua (emis orbicularis) specie protetta e in via di estinzione.

Vallone Cupo: si può considerare uno stagno perenne con vaste formazioni di ciperace e graminacee, caratteristica la presenza della lisca palustre, dell’iris giallo, dello spargium ramosum e del ranuncolo d’acqua.

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