La spiaggia sparita di Scacciapensieri a Nettuno

DI quella che una volta era una delle più rinomate spiagge nettunesi è rimasto solo il ricordo di quanti per decenni hanno frequentato l’arenile che va dal santuario di N.S delle Grazie fino al Grattacielo. Ora sono restati uno o due metri di sassi e  rifiuti, prima dei muri di contenimento del complesso residenziale Scacciapensieri. A denunciare il grave stato in cui versa la spiaggia è Claudio Pelagallo responsabile regionale per il Litorale di Sinistra Ecologia Libertà del Lazio.Nel 2008 la regione Lazio stanziò un milione di euro per la salvaguardia della costa di Scacciapensieri, nel 2010 iniziarono i lavori per rafforzare la barriera frangiflutti, oramai sprofondata, lavori però interrotti inspiegabilmente a metà. Residenti e balneari hanno atteso che passasse l’estate, ma di stagioni ne sono passate due e i lavori non sono mai ripresi. Nonostante i ripetuti allarmi lanciati alla Regione Lazio, sono rimasti senza risposta i telegrammi con la richiesta di intervento spediti dagli amministratori dei condomini alla Presidente Polverini e all’Ardis, e nonostante che lo scorso anno, proprio davanti a Scacciapensieri, la troupe del Tg1 chiese conto dell’erosione, all’assessore regionale all’ambiente Mattei, che promise stanziamenti milionari, che a Nettuno nessuno ha mai visto. Tante promesse da parte della Regione, ma nessun intervento concreto per la spiaggia di Scacciapensieri”.

“Le sempre più violente mareggiate hanno eroso decine di chilometri di spiaggia su tutto il litorale, danneggiando molte strutture e mettendo a rischio le abitazioni private e tutta un’economia, quella dei comuni rivieraschi, basata sul turismo balneare. Lungo la linea di costa è un corso un grave squilibrio tra il processo di deposizione e quello erosivo, con netta prevalenza di quest’ultimo, fenomeno che sta portando al progressivo e generale arretramento della linea di costa. Da tempo chiediamo un piano straordinario per combattere l’erosione, dopo le ultime mareggiate che hanno flagellato la costa non è più possibile perdere ulteriore tempo. La Regione Lazio non può restare immobile davanti ai gravi danni provocati al già fragile sistema del litorale”.

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