(AGENPARL) – Roma, 16 dic – “Roma è ormai terreno di scontro della criminalità organizzata. Le modalità di esecuzione degli omicidi avvenuti in questi ultimi mesi nella capitale portano la chiara firma della criminalità organizzata di tipo mafioso.
Ormai non si può più parlare di tentativi di infiltrazione mafiose, ma di radicamento di quelle mafie che a partire dal basso Lazio sono arrivate a Roma trovando terreno fertile nella debolezza di certa politica che ha volutamente sottovalutato gli allarmi lanciati da magistratura, forze dell’ordine e associazioni antimafia; pensando più a operazioni securitarie di facciata: contro i lavavetri e nell’ordine pubblico per arginare le proteste studentesche che al contrasto delle mafie. Gli uomini della polizia e delle forze dell’ordine devono essere impegnati in operazioni ben più importanti se si vogliono combattere le mafie nella capitale e nella nostra regione”. Lo dice Claudio Pelagallo, Responsabile legalità Sel Lazio.

“Ci vogliono azioni concrete: maggiori risorse per la Squadra mobile e per la direzione investigativa antimafia – dice Pelagallo – Occorre fondare le politiche per lasicurezza a partire dalla coesione sociale e nell’inclusione. Togliendo alle mafie la bassa manovalanza costituita dai sempre crescenti strati di popolazione precipitati dalla crisi nella disperazione sociale”.

“Infine – conclude Pelagallo – occorre monitorare i flussi di denaro, gli investimenti sospetti,  i passaggi di proprietà di imprese e licenze commerciali, appalti e subappalti perché in un momento di crisi economica le uniche ad avere grandi disponibilità economiche sono le organizzazioni criminali”.

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