Claudio Pelagallo

(AGENPARL) – Roma, 25 nov – “Gli ultimi fatti di cronaca confermano l’esistenza di un forte legame nell’area del litorale romano tra affari, urbanistica e legalità, che vede molto spesso complici pezzi delle amministrazioni locali”. Lo dichiara Claudio Pelagallo, responsabile legalità e litorale Sel Lazio. “L’ultima indagine – denuncia Pelagallo – che ha portato a Pomezia agli arresti domiciliari la dirigente all’urbanistica nonché consigliere comunale a Nettuno, il suo vice, due geometri, due ex dipendenti del comune e un imprenditore, confermano la stretta connessione tra politica e illegalità. Per tutti l’ipotesi di reato contestata dal pubblico ministero sarebbe quella di tangenti in cambio di destinazione d’uso e l’ampliamento della cubatura su un terreni agricoli. Questo fatto avviene a pochi giorni da analoghe indagini e ipotesi di reato che hanno investito l’amministrazione comunale di Cerveteri. Facendo un passo indietro, a inizio ottobre ricordo la vicenda di Anzio che ha visto due consiglieri comunali del Pdl e un dirigente del comune indagati per concorso in abuso d’ufficio e falso, violazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”. “Stiamo parlando – dice Pelagallo – di fatti gravi, sui quali la magistratura farà debita chiarezza. Ma è evidente che lo stretto connubio tra interessi, affari e urbanistica in questa area, come anche in altre zone del Lazio, sono il campo sul quale si giocano troppo spesso partite sporche. Un terreno sul quale i poteri criminali e delle mafie sono pronte a giocare un ruolo di primo piano per riciclare ingenti capitali di provenienza illecita”. “Compito della politica – conclude Pelagallo – è di non relegare questi episodi a semplice malaffare, ma di assumere la questione della legalità, come principale strumento di verifica nell’assunzione di decisioni che riguardano la pianificazione e il controllo del territorio”.

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