Roma li, 15.05.2007

 Decine di antenne per la telefonia cellulare vengono istallate ogni giorno sul territorio della nostra regione, vicino a scuole e zone densamente abitate, in barba alle più elementari norme di precauzione per la salute umana.– sostiene in una nota Claudio Pelagallo Vicepresidente Regionale dei Verdi- centinaia i comitati spontanei che protestano contro il proliferare selvaggio di antenne, (oltre cento solo a Roma),  i cittadini si sentono impotenti e sfiduciati davanti allo strapotere delle compagnie telefoniche che approfittano dell’ambiguità delle normative in vigore e disponendo di agguerriti e ben pagati uffici legali vincono quasi tutti i ricorsi al TAR verso i blocchi temporanei messi in atto dai comuni.

Occorre giungere ad una rapida approvazione della Proposta di Legge n° 131 del 22.3.06 adottata con dalla Giunta Regionale il 23 febbraio dello scorso anno  “Norme concernenti gli impianti radioelettrici con frequenza di trasmissione fino a 300 GHz e gli elettrodotti” ferma da mesi in Commissione Ambiente superando le resistenze provenienti dalla stessa maggioranza.

L’espandersi del fenomeno di proliferazione incontrollata delle fonti di inquinamento elettromagnetico non permette tentennamenti – conclude Pelagallo– occorre dotare la mostra regione di uno strumento normativo che consenta anche ai comuni di agire nella certezza delle leggi a difesa della salute dei cittadini e della salvaguardia ambientale.

  Claudio Pelagallo

Vicepresidente Federazione Regionale dei Verdi del Lazio

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