La centrale elettronucleare di Latina è una centrale situata nella frazione di Borgo Sabotino del comune di Latina e avente un unico reattore da 153 MW di potenza elettrica netta, a uranio naturale, moderato a grafite e raffreddato con anidride carbonica (Magnox). Costruita dal 1º novembre 1958 al 12 maggio 1963 dalla SIMEA S.p.A. (della quale erano azionisti al momento della realizzazione Agip Nucleare con il 75% e IRI con il 25%) con tecnologia della società inglese The Nuclear Power Group LDT, è stata la prima centrale nucleare ad entrare in funzione in Italia e, all’epoca dell’entrata in servizio, era anche il reattore più potente d’Europa.In seguito alla creazione dell’Enel, è passata sotto la proprietà di quest’ultima.Ha iniziato l’attività commerciale il 1º gennaio 1964 ed è stata chiusa il 1º dicembre 1987. Dall’aprile del 1991 la licenza di esercizio è stata modificata per condurre le attività necessarie per lo smantellamento dell’impianto. La fine dei lavori è prevista per il 2030.

Secondo Legambiente “sono ben 1.425 tonnellate di combustibile scaricato dal reattore della centrale di Borgo Sabotino a Latina, ora in Inghilterra per il ritrattamento, ai quali si aggiungono altri 950 metri cubi di rifiuti radioattivi che sarebbero stoccati ancora sul posto; 322 elementi di combustibile della centrale del Garigliano, anch’essi inviati all’estero dopo lo stoccaggio temporaneo presso l’impianto Avogadro di Saluggia (Vc), a cui si aggiungono altri 90 metri cubi di materiale radioattivo condizionato con cementazione e 1.150 metri cubi di materiale a bassa attività, oltre a 253 fusti da 320 litri di rifiuti supercompattati che risulterebbero essere ancora sul posto”.  “A Borgo Sabotino a Latina la situazione pressoché invariata – si legge – è in corso da tempo la costruzione di un deposito temporaneo, che non si saprà quanto temporaneo sarà. Per non parlare poi del sito di stoccaggio provvisorio del Garigliano, località a rischio alluvione, che ha già visto le sue scorie finire spesso sott’acqua”

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