“Nonostante la deroga l’acqua rimane inquinata”. Guglielmo Abbondati, Coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, e Claudio Pelagallo, membro dell’Assemblea Nazionale del partito, tornano a parlare del problema arsenico. “La deroga concessa dalla Commissione Europea che alza il limite massimo per il tasso di arsenico nelle acque potabili da 10microgrammi/litro a 20 nel Lazio, – dicono – non cambia di una virgola gli effetti sulla salute umana, perché l’acqua non si depura con le norme, ma con interventi di risanamento”. “Non si comprende davvero il motivo di grande soddisfazione mostrato dalla Giunta Polverini – commentano Abbondati e Pelagallo – dal momento che la deroga conferma solo che tanti cittadini del Lazio, continueranno per molto tempo a bere acqua inquinata”

“La decisione della Commissione Europea è in risposta alla richiesta di nuova deroga a 20 microgrammi avanzata dalla Regione Lazio il 23 novembre 2010, dopo che la Commissione Europea aveva rigettato quella per il parametro arsenico a 50 icrogrammi/litro”.

“Dunque nessuna influenza sulla decisione può aver avuto l’azione del Commissario Polverini, come viene strombazzato dal centrodestra, dal momento che la sua nomina da parte della Presidenza del Consiglio è avvenuta il 28 gennaio 2011. Se esiste davvero un Piano commissariale di rientro – concludono Abbondati e Pelagallo – il Commissario Polverini lo presenti ufficialmente e dica, in base ai poteri straordinari conferitegli, in quanto tempo si riporteranno i parametri entro i limiti di legge, quali risorse la Regione ha messo in campo per gli interventi di risanamento, dopo averne tagliati dal bilancio regionale 40 milioni, e cosa succede ora in quei 10 comuni che rimangono fuori dalla deroga, avendo un tasso d’arsenico superiore anche ai 20 microgrammilitro”.

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