percorsi sicuri per la scuola

Negli ultimi decenni le nostre città hanno subito radicali e tremendi cambiamenti. Cambiamenti che costano a tutti i cittadini, ma che i bambini, i disabili egli anziani pagano di più.
Nelle nostre città i bambini hanno perso il loro spazio e il loro tempo.

La prepotente presenza delle automobili ha privatizzato gli spazi pubblici e li ha resi impraticabili per i pedoni. Le scelte delle amministrazioni comunali di occupare con il cemento ogni piccolo spazio verde, ha privato i cittadini di spazi vitali utili a contrastare l’alienazione dei quartieri dormitorio. Gli spazi liberi e le aree verdi svolgono una importante funzione sociale, fornendo zone di socializzazione e spazi per attività ricreative, oltre contrastare l’inquinamento dell’aria. L’assenza di persone che passeggiano, che stanno all’aperto, rende i centri urbani meno sicuri. La somma di queste condizioni negative costringe i bambini a stare in luoghi protetti e sotto la sorveglianza di adulti.

Sempre meno bambini vanno a scuola da soli, possono attraversare la strada, recarsi da soli nei luoghi di svago. Sempre più anziani e disabili hanno difficoltà a rapportasi con una città poco accogliente. E’ stato messo in atto, da amministratori senza scrupoli, uno sviluppo folle, totalmente incapace di dare risposte ai bisogni dei cittadini e alle stesse esigenze della città è, infatti, difficile muoversi a piedi e in bicicletta, con il passeggino, con la carrozzella, l’aria è inquinata, il rumore è eccessivo, la gente ha paura, molti si muovono in automobile, gli altri restano chiusi in casa, domina l’arroganza e la prepotenza.
Occorre invece una totale inversione di tendenza: Progettare le città a partire da bambini e disabili, ciò significa assumere i loro bisogni come criteri di cambiamento della città, nella certezza che se una città saprà rispettare i bisogni delle categorie più svantaggiate avrà dato risposte positive ai bisogni di tutti i cittadini.
Questi e non altri dovrebbero essere i temi importanti su cui dovrebbero confrontarsi le forze politiche che si candidano ad amministrare le nostre città.

Occorre quindi iniziare a pensare ad una città a misura di tutti. Una città nuova dove gli spazi non saranno più per i bambini, per gli handicappati o per gli anziani, ma saranno spazi condivisi da tutti, luoghi di incontro e non di separazione.

Claudio Pelagallo

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