Preoccupante escalation di rapine attentati e intimidazioni ai danni degli esercizi commerciali del litorale. I resoconti della cronaca nera dimostrano che la nostra regione, il Lazio, è assediata dai fatti criminosi.  Nelle città di Anzio,  Nettuno, Terracina, Aprilia e zone limitrofe negli ultimi tre anni sono state messe a segno decine di intimidazioni ed attentati ai danni di imprenditori e commercianti.

Dall’inizio dell’anno due attentati  con bombe carta a Terracina colpiti un bar e un’agenzia immobiliare, ad Anzio con colpi di pistola contro un ristorante. In aumento anche le rapine a mano armata ai danni di esercizi commerciali del litorale, due negli ultimi 10 giorni a Nettuno, una a Terracina.

Se il litorale piange Roma non ride numerose rapine anche nella capitale dall’inizio del 2001 tra queste: tre ai danni di Banche, due a pompe di benzina, una all’ospedale Fatebenefratelli.

Preoccupanti anche i dati forniti da Sos Impresa: ventottomila commercianti colpiti dall’usura, pari al 35% delle attività economiche attive e un giro d’affari stimato in 3,3 milioni di euro: sono i principali dati sul fenomeno dell’usura nel Lazio. L’usura è sempre meno un reato di singoli e sempre più un reato associativo.

Dati che dimostrano senza ombra di dubbio che, nonostante il grande impegno di forze dell’ordine e magistratura, le politiche sulla sicurezza messe in atto dal governo stanno fallendo clamorosamente.

Claudio Pelagallo della Segreteria regionale di Sinistra Ecologia Libertà del Lazio

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