acqua

“Da metà dicembre la nostra regione è in stato di emergenza per la presenza di arsenico nell’acqua potabile. Coinvolti moltissimi comuni delle province di Roma, Viterbo e Latina. La presenza dell’arsenico e di altri metalli nell’acqua potabile del Lazio è un problema comparso da circa dieci anni, nel frattempo le regioni italiane si sono avvalse delle deroghe concesse dalla Ue, che lo scorso novembre ha detto basta. Quindi oggi i limiti restano quelli fissati per legge: 10 microgrammi per litro”. Lo dice Claudio Pelagallo, della segreteria regionale di Sinistra ecologia e libertà.

“Nel frattempo – denuncia Pelagallo – la giunta di Renata Polverini ha tolto dal bilancio oltre 40 milioni di euro programmati dalla precedente giunta di centrosinistra per il risanamento idrico sanitario del Lazio. Dalla Regione ci saremmo aspettati provvedimenti urgenti, soluzioni concrete a garanzia della salute pubblica, piuttosto che la richiesta di ulteriori deroghe al limiti fissati per legge”.

“E così ci ritroviamo in piena emergenza sanitaria con gli enti gestori che cercano di correre ai ripari dando spesso informazioni sbagliate e pericolose per la salute dei cittadini – aggiunge Pelagallo – Basti pensare al goffo volantino diffuso nei giorni scorsi dall’ Ato4 e da Acqualatina che, nel tentativo di rassicurare le popolazioni dei comuni le cui acque sforano i valori di arsenico consentiti per legge, ha sostenuto che la Commissione Europea avrebbe espresso parere favorevole circa l’utilizzo di acque contenenti un limite massimo di arsenico di 20 microgrammi per litro per un limitato periodo di tempo (fino al 2012)”.

“In tutta questa vicenda – conclude Pelagallo – spetta agli organi competenti fare chiarezza e individuare le eventuali responsabilità sulla mancata informazione dei cittadini, sul rischio per la salute causato dal consumo per lunghi periodi di acque potabili contenenti concentrazioni di arsenico fuori norma. Non solo. A questo punto vanno anche prese in considerazione pratiche risarcitorie a tutela degli utenti consumatori che per anni hanno pagato bollette salate in cambio di acqua inquinata”.

Claudio Pelagallo

Segreteria Regionale Sinistra Ecologia Libertà del Lazio

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