Nettuno Spiaggia di Scacciapensieri

Occorre un piano straordinario per combattere l’erosione, dopo le ultime mareggiate che hanno flagellato la costa non è più possibile perdere ulteriore tempo. La Regione Lazio non può restare immobile davanti ai gravi danni provocati al già fragile sistema del litorale.

Ripetute e violente mareggiate hanno eroso decine di chilometri di spiaggia danneggiando molte strutture e mettendo a rischio tutta un’economia basata sul turismo balneare.

Ad eventi eccezionali necessitano risposte eccezionali, per questi  motivi  occorre adottare da subito un piano straordinario per combattere l’erosione e per la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e dei litorali, un passo obbligato per ricostruire l’equilibrio dinamico delle coste.

I Comuni più colpiti sono quelli di Montalto di Castro e Tarquinia per quanto riguarda il viterbese, con circa il 50% delle coste in erosione, quelli di Sabaudia, Fondi e Sperlonga con una percentuale che si attesta fra il 47% e il 50% per il litorale pontino.  Fiumicino, Fregene, Ladispoli, Anzio e Nettuno per quanto concerne il litorale romano con una percentuale che raggiunge addirittura il 67%.

Lungo la linea di costa è un corso un grave squilibrio tra il processo di deposizione e quello erosivo, con netta prevalenza di quest’ultimo, fenomeno che sta portando al progressivo e generale arretramento della linea di costa. Tale processo è causato sia da fenomeni naturali quali l’innalzamento del mare e la subsidenza  ma principalmente dall’antropizzazione delle coste ad opera dell’uomo (dighe, imbrigliamento di canali e fiumi, disboscamento, cementificazione delle coste, opere marittime e grandi porti, con la variazione del trasporto solido dei corsi d’acqua.
Nel Lazio l’erosione dei litorali interessa il 45% della costa, il fronte in arretramento è di 128,5 Km sui 338,5 totali, mettendo a repentaglio il sistema ambientale su cui poggia una parte importante dell’economia regionale.

Dai dati che emergono da studi nazionale e internazionali riguardo al fenomeno, risulta abbastanza evidente il ruolo preminente giocato da strutture e infrastrutture rigide protese in mare, nella fattispecie porti, e approdi; tali strutture infatti deviano verso il largo, i sedimenti fluviali che costituiscono il materiale di ripascimento naturale con la deposizione sulle coste sabbiose e creando giochi di corrente che determinano una’erosione molto accentuata.

La Regione Lazio non sta facendo nulla per intervenire sulle cause dell’erosione o per modificare i progetti già approvati da decine di amministrazioni; tutti i progetti in questione, prevedono la costruzione di moli e avamporti rigidi protesi per centinaia di metri verso il largo.

I danni delle ultime mareggiate

A Nettuno: nel quartiere Scacciapensieri nella zona che va dal Santuario al Grattacielo le onde sono arrivate ad infrangersi sui muri di contenimento delle abitazioni del quartiere e sono rimasti senza risposta i telegrammi con la richiesta di intervento spediti dagli amministratori dei condomini alla Presidente Polverini e all’Ardis. Stesso problema per la zona a ridosso del poligono militare.

Ladispoli: le ultime mareggiate hanno ulteriormente danneggiato alcuni muri di sostegno e di contenimento de La Posta Vecchia, la villa seicentesca realizzata dagli Odescalchi sul mare a sud del Castello di Palo, come alcune zone di Marina di Palo. Da sottolineare anche la difficile situazione in cui operano i  pescatori locali che giorno dopo giorno sono costretti a lottare contro l’erosione che continua ad avanzare divorando il tratto di spiaggia lungomare Marco Polo dove si trova la loro piccola darsena. Come la Palude di Torre Flavia, il fenomeno di erosione, assume connotati disastrosi anche e sopratutto nel tratto di costa ad ovest della Torre.

Tarquinia: il tratto costiero antistante la Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, lungo i suoi quasi 3 km di spiaggia.

Latina: da Rio Martino a Torre Paola  il mare ha portato via migliaia di metri cubi si sabbia. Le mareggiate rubano sabbia alla duna, gli scalini e gli accessi al mare sono sempre più ripidi, presto potrebbe essere danneggiata la strada litoranea.

Claudio Pelagallo Segreteria Regionale di Sinistra Ecologia Libertà del Lazio

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