web-2Oltre 1.000 firme di cittadini di Nettuno raccolte sulla petizione che chiede al Comune  di approvare una delibera di iniziativa popolare a tutela dell’acqua come bene pubblico. La proposta è quella di far inserire nello Statuto comunale un articolo che definisca l’acqua bene comune pubblico, inalienabile e privo di rilevanza economica in quanto di primaria importanza per la vita di tutti gli esseri viventi. “La cosa sconcertante -dichiara in una nota Claudio Pelagallo esponente regionale di Sinistra Ecologia  Libertà- è che il  6 maggio scorso- giorno  della consegna delle firme presso l’aula consiliare del Comune di Nettuno- nessun amministratore e nessun consigliere si sia presentato in aula, questo denota con quanto disinteresse e superficialità siano considerate le leggittime istanze dei cittadini. Far tornare l’acqua sotto il controllo pubblico è oramai l’unica strada per far riappropriare i cittadini dei beni pubblici ritenuti vitali, che non possono essere assoggettati alle leggi del mercato“.

L’iniziativa per riportare sotto il controllo pubblico e dei cittadini l’acqua di Anzio e Nettuno è stata organizzata dal Comitato Acqua Pubblica Anzio-Nettuno, nato a gennaio 2010, composto da undici associazioni, da vari sindacati e dai partiti Prc e Sel.

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