Il cambiamento climatico è un problema da affrontare in modo serio e veloce secondo il segretario generale dell’Onu Kofi Annan altrimenti le conseguenze saranno disastrose. Sempre secondo Annan è una “crisi silenziosa” che sta distruggendo il mondo provocando circa 300mila morti l’anno e coinvolgendo circa 300 milioni di persone.

Si tratta – ha detto il segretario generale dell’Onu presentando il rapporto – della più grande sfida di emergenza umanitaria dei nostri tempi che causa sofferenza a centinaia di milioni di persone. Molte speranze vengono riposte nell’incontro di dicembre a Copenhangen tra i capi di stato e di govero che discuteranno del problema.

Il prezzo che si pagherà altrimenti, ha proseguito Annan, “è quello della fame e della malattia su scala mondiale”. Delle 300mila vite perse ogni anno, spiega il rapporto, nove su dieci sono legate al »degrado ambientale«. Anche le morti per inedia, oppure per malattie come la diarrea o la malaria, sono spesso una conseguenza di disastri correlati al cambiamento climatico. La maggior parte delle vittime, pari al 99%, sono nei paesi in via di sviluppo che hanno contribuito – spiega lo studio – solo per l’1% alle emissioni di ossido di carbonio.

Circa 45 milioni dei 900 milioni di persone che soffrono la fame sono una conseguenza dell’effetto serra, una cifra destinata a raddoppiare in 20 anni. Una catastrofe globale che ha le sue conseguenze sull’economia: secondo lo studio infatti il costo dell’effetto serra è di circa 125 miliardi di dollari l’anno, cifra che comunque non comprende “i costi della salute, dell’emergenza acqua e di altri shock”.

Il rapporto Onu esce a una settimana dal vertice di Bonn che dovrà raggiungere un accordo sul cambiamento climatico da portare sul tavolo di Copenhangen Il mondo è a un bivio – ha detto Kofi Annan -. “Non possiamo ancora ignorare l’impatto dell’effetto serra sugli uomini e questo è quindi un richiamo ai negoziatori per riuscire a raggiungere l’accordo più ambizioso possibile”.

 

 

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