casonetti_raccolta_differenziata“Abbiamo giudicato l’ appalto di Nettuno, per le modalità in cui si svolge, un primo passo verso una corretta gestione dei rifiuti–  spiega Claudio Pelagallo in un comunicato- ma secondo noi, a parte la frequenza nello svuotamento delle nuove campane per la differenziata (quelle della plastica sono sempre stracolme), occorre instaurare un rapporto diretto di collaborazione con i cittadini virtuosi che vanno incentivati e non penalizzati. Intendiamo con questo dire che se l’obbiettivo rimane quello di produrre meno rifiuti e riciclarne il più possibile questo è possibile solo con la raccolta porta a porta. Occorre poi intervenire- continua l’esponente ecologista– tramite accordi con le categorie commerciali per imporre una riduzione degli imballaggi inutili, e poi incentivando i comportamenti di quei cittadini che si danno da fare per riciclare i loro rifiuti,  con sistemi premiali che arrivino anche alla riduzione della tassa sui rifiuti. E visto che la Provincia di Roma, come dimostrato, non riesce a gestire la raccolta differenziata, i comuni- conclude Pelagallo–  devono impegnarsi di più, e non fare come quello di Anzio che nel nuovo appalto non ha compresso la raccolta differenziata, una mancanza grave”.

La raccolta differenziata  porta a porta – spiega Pelagallo- è una tecnica di gestione dei rifiuti che prevede il periodico ritiro a domicilio della spazzatura, un sistema che, se esteso a tutte le tipologie di rifiuto, permette di raggiungere altissime percentuali di raccolta differenziata, superiori al 65- 70%. L’ esperienze in atto in molti comuni dimostrano come tale sistema si riveli efficiente per quantità e qualità dei rifiuti raccolti, in particolare se la sua introduzione viene sostenuta dal Comune, fornendo gratuitamente strumenti che aiutino la separazione e il conferimento (sacchi di colore differenziato per tipologia di rifiuto, bidoncini, calendari con orari e giornate di raccolta, numero verde per fornire assistenza)”.

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