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Con l’approvazione definitiva del decreto legge 112, ora legge 6 agosto 2008 n. 133 il governo taglia i salari dei dipendenti pubblici e affossa ogni possibilità di migliorare la Pubblica Amministrazione.Il Governo ha fatto una scelta che non ha precedenti: quella di diminuire le retribuzioni.

Tagli ai Fondi per la contrattazione integrativa, sostenendo così, anche per questa via la rilegificazione del rapporto di lavoro. Dal 1° gennaio 2009, il tetto fissato al 2004, per i Fondi per la contrattazione integrativa di tutte le Amministrazioni centrali è ridotto del 10%. Ricordiamo che quella norma è stata estesa, come punto di riferimento, anche ai comparti della Sanità e delle Autonomie Locali. Per tutto il 2009 sono disapplicate le leggi che dispongono finanziamenti aggiuntivi per le Amministrazioni centrali. Dal 1° gennaio 2010 queste ultime sono ridotte del 20%. Si taglia lo stipendio agli ammalati.
Un altro intervento che unisce peggioramenti normativi ed economici riguarda la normativa sulla malattia: per tutti i dipendenti pubblici, contrattualizzati, è prevista l’erogazione del solo trattamento fondamentale in caso di malattia inferiore ai dieci giorni, intervenendo, tra l’altro a modificare materie soggette alla contrattazione e prevedendo, esplicitamente, il divieto di modifica da parte dei Contratti futuri.

 Decimazione del personale attraverso le mancate assunzioni e la mancata stabilizzazione. Non può sfuggire che un altro duro colpo alla possibilità che le amministrazioni pubbliche possano funzionare e migliorare la qualità del servizio erogato, arriva con il peggioramento delle norme in materia di assunzione e stabilizzazione del lavoro precario. Per il 2009, la possibilità di assumere scende dal 20% al 10% della spesa per cessazioni. Non uno su otto come si dice sui media ma uno su dieci. Per il 2010 e il 2011 le assunzioni passano dal 60% della normativa precedente al 20% della spesa per cessazioni. Per il 2009 la possibilità di stabilizzazione scende dal 40% al 10% della spesa per cessazioni.
Come se non bastassero queste misure si procede ad un ulteriore riduzione del 10% degli organici. Nelle more della riduzione è fatto divieto di assumere . Saltano i concorsi per i quali finalmente si iniziava a procedere dopo tanti anni. Ancora una volta si taglia il personale senza nessuna verifica delle necessità. Per usare un termine caro al Ministro Brunetta, senza nessun piano industriale che, invece, richiediamo da tempo per ogni singola amministrazione.

Penalizzati i lavoratori degli enti locali.  I comuni sono obbligati nel rispetto del patto di stabilità come recita la nuova legge:”assicurano la riduzione dell’incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa”.

L’obiettivo vero, reale, non dichiarato, del governo, ma dimostrato dai fatti è quello è quello di far quadrare i conti dello stato mettendo le mani nelle tasche dei lavoratori. Ma anche quello dell’eliminazione dei Contratti Collettivi di lavoro con l’affermazione di contratti di lavoro individuali stipulati fra datore di lavoro e dipendente.Il governo interviene sui CCNL destrutturandoli e penalizzando i lavoratori pubblici rispetto al resto del mondo del lavoro.

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