sciopero “La manovra finanziaria del governo aprirà un baratro nelle retribuzioni pubbliche- dichiara in una nota Claudio Pelagallo Vicepresidente del Verdi del Lazio-. Il DPEF lo dice a chiare lettere: l’inflazione reale è al 3.8 % mentre l’inflazione programmata, su cui si definiranno gli incrementi contrattuali, resta inchiodata all’1.7 per il 2008, e all’1.5 per gli anni successivi. Un taglio consistente della busta paga dei dipendenti pubblici che arriverà in molti casi fino al 30%. Sulla retribuzione complessiva annua, si va infatti da un minimo di 280 euro a un massimo di 9.500 euro. ci saranno 400 milioni di euro in meno per i rinnovi contrattuali e gli adeguamenti retributivi del personale delle amministrazioni statali per il prossimo triennio (2009-2011). Insomma, se i contratti nazionali si faranno, la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie sarà fortissima”.

“Particolamente penalizzati saranno gli enti locali, la scure del governo si abbatterà sugli enti più prossimi al cittadino, infatti il nuovo Patto di stabilità interno per regioni ed enti locali comporterà tagli pari a 3.150 milioni di euro nel 2009, 5.200 milioni di euro nel 2010 e in 9.200 milioni di euro nel 2011”.

“Inoltre il decreto legge 112/ 2008- spiega l’esponente dei Verdi- tanto decantato dal Ministro Brunetta toglie altri soldi ai lavoratori pubblici attraverso la riduzione dei fondi a disposizione per la contrattazione decentrata del 10% per il 2009 e del 20% nel 2010.

Con una ben organizzata campagna mediatica volta a discreditare il servizio pubblico è cresciuto nel Paese un odio viscerale nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego, ritenuti tutti fannulloni e fatti passare come gli unici colpevoli delle inefficienze della pubblica amministrazione. Il decreto legge n. 112 mostra in modo evidente che l’aggressione contro i pubblici dipendenti ha lo scopo far passare provvedimenti legislativi che, lontani dal rinnovare la pubblica amministrazione, riducono gli organici, comportano la chiusura di uffici e servizi e aprono la strada alla privatizzazione.

Inoltre il provvedimento del governo mette seriamente in discussione uno dei diritti fondamentali dei lavoratori, il diritto di ammalarsi. Stabilendo una decurtazione dello stipendio in caso di assenza per malattia. Quanto più ti ammali tanto inferiore sarà il salario, questo è il principio che passa . La malattia viene classificata come “demerito”, è l’ammalato a “improduttivo” quindi va penalizzato e colpito nelle tasche, a farne le spese non saranno i veri fannulloni, quelli che di solito godono della protezione della politica, ma i malati veri, quelli con patologie croniche”.

“Stante la preponderante presenza della Pubblica Amministrazione nel Lazio- conclude Claudio Pelagallo- esprimo forte preoccupazione per i provvedimenti adottati dal Governo Berlusconi che determineranno a breve un generale impoverimento per le famiglie degli oltre 400 mila dipendenti pubblici occupati nella nostra regione di cui oltre 300 mila nella sola Roma. ma anche per le migliaia di lavoratori precari in servizio presso le pubbliche amministrazioni che con le norme previste nel decreto 112/08 vedono sfumare le prospettive della stabilizzazione”.

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