23 maggio 2006

Continua il dibattito sul futuro Piano Regolatore di Nettuno, dopo che i commissari prefettizi hanno manifestato l’intenzione di proseguire l’iter del PRG nel solco tracciato dalla giunta Marzoli.
Claudio Pelagallo esponente regionale dei Verdi esprime il suo punto di vista su uno strumento molto importante per lo sviluppo della città. Pelagallo ha anche partecipato agli incontri preparatori del PRG recentemente adottato dal Comune di Roma.
” Premetto che i Verdi, da sempre, si battono per un nuovo strumento urbanistico che dia regole certe per il governo del territorio e che negli ultimi anni chi ha amministrato Nettuno ha avuto tutto l’interesse che le regole non ci fossero affatto per meglio operare in favore dei propri interessi a discapito di quelli dell’intera città. Tanto per iniziare mi sembra poco opportuno fare affidamento sul progettista incaricato da una giunta (quella Marzoli) sciolta per infiltrazioni mafiose. Il PRG è uno strumento importante per il futuro della città e non può nascere dal commissariamento dell’ente, a meno che questo non si protragga per un decennio.
Sull’onda dell’esperienza romana quale idea si è fatto sul possibile Prg di Nettuno “Certo vanno fatte le dovute proporzioni, il PRG romano è stato elaborato su tre linee guida: ambiente, mobilità e decentramento, i 2/3 del territorio di Roma sono stati destinati ad aree verdi non edificabili e decine di nuovi parchi sono stati istituiti. Mentre a Nettuno negli ultimi anni il verde pubblico a disposizione dei cittadini, a fronte di un notevole incremento della popolazione, è stato drasticamente ridotto,la viabilità è al collasso i quartieri periferici, senza servizi e senza identità, sono abbandonati a se stessi. Condivido molte delle argomentazioni espresse, su queste colonne dall’Architetto Vettori tra le quali quella che il territorio di Anzio e Nettuno andrebbe trattato come “unicum” ad esempio con un Ufficio di Piano intercomunale, come avevamo già suggerito quando venne dato l’incarico all’Ing. Ricci.
Se in futuro come Verdi saremo chiamati a governare questa città, la nostra idea è quella di un Piano Regolatore Partecipato, discusso con i cittadini quindi aderente alle reali necessità della città. Al fine di garantire la partecipazione alle scelte urbanistiche che riguardano in particolare i bambini, andranno previsti incontri di laboratorio per costruire, appunto con i bambini, un’idea relativa al Piano Regolatore per le bambine e per i bambini, in modo che le loro esigenze vengano espresse in sede di pianificazione e per far sì che il “parametro bambino” sia presente già nella fase elaborativa dello strumento urbanistico. I nostri spazi urbani, soprattutto dal punto di vista dei bisogni dell’infanzia, sono divenuti ormai insostenibili.
La città odierna è diventata un luogo ostile, in generale a tutte le fasce cosiddette deboli di cittadini, ed in particolare all’infanzia che subisce danni inestimabili in uno spazio urbano pianificato e funzionale a scopi incompatibili con i propri bisogni fondamentali quali: la sicurezza, il movimento, la socializzazione, l’autonomia, l’apprendimento, l’esplorazione.
In conclusione ritengo sia necessario preparare la città, le forze politiche e sociali, quelle economiche ad affrontare l’argomento PRG. E’ auspicabile, quindi, che si avvii per tempo un dibattito pubblico su almeno alcune delle tematiche chiave per lo sviluppo sostenibile della nostra città: tendenze demografiche, occupazionali e sociali, problemi della casa e necessità abitative, salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, salvaguardia idraulica, mobilità comprensoriale, sistema dei trasporti ed accessibilità ai servizi, piano energetico, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti urbani ed industriali, lotta all’inquinamento ed al rumore, calcolo dell’impronta ecologica, ruolo del centro storico, policentrismo urbano e localizzazione dei servizi.

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